Manna

“La tradizione del futuro” Situato in una delle zone che hanno mantenuto la loro conformazione architettonica dall’ultimo secolo sino ad oggi, date le case a due, tre piani al massimo. passeggiamo per P.le Governo Provvisorio, che di notte si trasforma in un luogo assolutamente romantico e tranquillo, e non sembra quasi di essere all’interno della grande città. In quest’atmosfera satinata si incontra il ristorante Manna, aperto da poco più di un anno e mezzo. Il locale, di proprietà dello chef Matteo Fronduti, ha delle particolarità molto moderne, sia all’esterno che all’interno, dove vige una decorazione semplice ma molto innovativa. Il design delle decorazioni degli interni, assolutamente unici per fantasia e creatività sono figli di Roberto Ranghieri, arricchiti da alcuni quadri in esposizione della pittrice Valentina Fariello, disponibili anche per la vendita.
Matteo Fronduti ha una storia tutta italiana, più precisamente 100% lombarda, con un trascorso di alcuni anni divisi tra il Villa Fiordaliso (Gardone Riviera- BS), la Trattoria del nuovo macello, e il D’O’, dove lo chef ha trascorso gli ultimi 3 anni della sua carriera prima di aprire il suo ristorante. Formando una squadra di sole 3 persone al suo fianco, comprendendo anche il sommelier Alessandro Pocarobba, Matteo dirige cucina e sala, che comprende una quarantina di posti a sedere. In cucina i due sous chef sono Fabio Miscioscia ed Elisabetta Tadini. Il locale è diviso in due sale, accedendo alla seconda si passa accanto alla cucina, che si distingue dalle altre per l’insolita tranquillità che regna. La sala che si distingue da quelle di tutti gli altri ristoranti per l’insolito colore, arriverebbe a contenere 54 persone, anche se Matteo cerca di non riempire mai al massimo i coperti onde evitare di compromettere la riservatezza dei clienti e l’atmosfera generale della sala. Molto interiorizzato è il rapporto con la materia prima, infatti Matteo crede molto nella correttezza dei prodotti, a prescindere dal marchio, caratterizzati dalle qualità organolettiche ed etiche, strettamente della zona circostante, eccetto qualche sporadico prodotto internazionale che diverte sempre clienti e chef. Il ristorante è aperto tutti i giorni tranne la domenica, il menù alla carta varia mensilmente, mentre per il pranzo ci sono dei menù settimanali, a cui si aggiungono sempre 2/3 piatti giornalieri che lo chef prepara per evitare ripetizioni alla clientela più affezionata. La carta dei vini è costruita con la collaborazione di Fabio Scarpitti, celeberrimo sommelier italiano, che dopo un’esperienza pluriennale nel Luogo di Aimo e Nadia, dal 2001 gestisce la propria azienda distributiva con annessa enoteca, non lontano dal ristorante Manna.

